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Emirati Arabi firmano CARF OCSE: dati fiscali crypto dal 2027

Gli Emirati Arabi Uniti hanno compiuto un passo storico verso la trasparenza fiscale nelle criptovalute, firmando l’accordo multilaterale che istituisce lo scambio automatico di dati fiscali nell’ambito del Crypto-Asset Reporting Framework (CARF) promosso dall’OCSE.

Tempistiche e consultazione pubblica

Il Ministero delle Finanze ha annunciato che il regime entrerà in vigore nel 2027, con le prime comunicazioni ufficiali tra autorità fiscali previste per il 2028. Per predisporre una normativa chiara e condivisa, è stata avviata una consultazione pubblica aperta fino all’8 novembre 2025, che coinvolge exchange, custodi, intermediari e consulenti del settore.

Un network globale contro l’evasione

Con questa adesione, gli Emirati si allineano a una rete internazionale che mira a contrastare l’evasione fiscale in ambito crypto. Oltre 60 Paesi hanno già adottato o si sono impegnati ad applicare il CARF entro il 2027-2028.
Il meccanismo prevede che i Crypto-Asset Service Providers (CASP) raccolgano dati sui clienti – tra cui residenza fiscale, identificativi univoci e dettagli delle transazioni – e li trasmettano alle autorità competenti, garantendo uno standard uniforme a livello globale.

Convergenza con l’Europa

Sul piano europeo, il CARF si integra con la direttiva DAC8, che introduce obblighi di segnalazione per i servizi crypto già dal 2026. Questa sovrapposizione conferma la convergenza internazionale verso un quadro regolatorio armonizzato.

Implicazioni per operatori e investitori

Per exchange, custodi e detentori di criptovalute, le novità comportano adeguamenti significativi:

  • rafforzamento delle procedure KYC (know your customer),
  • potenziamento della raccolta e conservazione dei dati,
  • implementazione di sistemi di compliance compatibili con i requisiti tecnici del CARF.

Al contempo, l’adesione al framework rappresenta per gli Emirati un’opportunità di consolidare la propria reputazione come hub fintech serio, affidabile e allineato agli standard internazionali.

Sfide e prospettive

Restano aperti alcuni interrogativi: la definizione delle sanzioni per mancato adeguamento, la gestione delle transazioni transfrontaliere e il coordinamento con altri regimi fiscali nazionali. Tuttavia, la decisione degli Emirati manda un segnale chiaro: anche il mondo crypto entra nel radar della cooperazione fiscale globale.


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