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Emirati Arabi Uniti, strategia CEPA: oltre 37 accordi per spingere il commercio non petrolifero verso i 4 trilioni di AED

Gli Emirati Arabi Uniti consolidano il proprio posizionamento tra le economie più dinamiche sul piano degli accordi commerciali internazionali, superando la soglia dei 37 Accordi di Partenariato Economico Globale (CEPA) siglati con Paesi e blocchi strategici. Una strategia articolata, che si inserisce nel più ampio disegno di diversificazione economica e che punta a rafforzare la centralità del Paese nelle catene globali del valore con gli accordi CEPA .

I CEPA rappresentano uno degli strumenti chiave della politica economica emiratina: accordi bilaterali e multilaterali che vanno oltre le tradizionali intese commerciali, includendo facilitazioni doganali, armonizzazione normativa, protezione degli investimenti e apertura dei servizi. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: portare il commercio estero non legato al petrolio a quota 4 trilioni di dirham (AED) entro il 2031.

Una rete commerciale globale in espansione

Negli ultimi anni, gli Emirati hanno accelerato la firma di accordi con economie emergenti e mercati ad alta crescita, tra cui Asia, Africa e America Latina. Parallelamente, sono stati rafforzati i rapporti con partner consolidati in Europa e nel Sud-est asiatico. Questo approccio multipolare consente al Paese di ridurre la dipendenza da singole aree geografiche e di intercettare nuove direttrici di sviluppo commerciale .

Secondo analisi diffuse da centri di ricerca economica regionali, i CEPA già operativi stanno contribuendo a una crescita significativa degli scambi bilaterali, con incrementi a doppia cifra in alcuni corridoi commerciali. In particolare, i settori manifatturiero, logistico e tecnologico risultano tra i principali beneficiari delle nuove condizioni di accesso ai mercati.

Diversificazione e resilienza economica

La strategia si inserisce in un contesto più ampio di trasformazione economica. Gli Emirati, storicamente dipendenti dalle entrate petrolifere, hanno avviato da tempo un percorso di diversificazione che punta su finanza, turismo, innovazione e industria avanzata. In questo quadro, i CEPA svolgono una funzione abilitante, favorendo l’attrazione di investimenti diretti esteri e la crescita delle esportazioni non oil.

Dati recenti indicano che il commercio non petrolifero ha già superato livelli record, rappresentando una quota sempre più rilevante del PIL nazionale. L’intensificazione delle relazioni commerciali attraverso accordi strutturati contribuisce inoltre a migliorare la resilienza dell’economia rispetto alla volatilità dei mercati energetici, come dimostrano gli accordi CEPA .

Implicazioni 

Per il tessuto imprenditoriale internazionale, la rete di accordi CEPA offre opportunità rilevanti. Le imprese possono beneficiare di riduzioni tariffarie, procedure semplificate e maggiore certezza normativa.  Si apre un terreno di crescente complessità ma anche di valore, legato alla gestione di operazioni cross-border e all’ottimizzazione delle strutture societarie in contesti multilaterali.

Il modello emiratino potrebbe rappresentare un benchmark per altre economie orientate all’internazionalizzazione. La capacità di costruire una rete capillare di accordi, integrata con politiche interne di attrazione degli investimenti, evidenzia un approccio sistemico che coniuga apertura commerciale e governance economica.

Il traguardo dei 4 trilioni di AED entro il 2031 appare quindi non solo come un obiettivo quantitativo, ma come il riflesso di una trasformazione strutturale destinata a ridefinire il ruolo degli Emirati Arabi Uniti nello scenario economico globale.

 

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