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Eau: nuove regole fiscali per le Free Zone

Eau: nuove regole fiscali per le Free Zone

Gli Emirati Arabi Uniti hanno introdotto importanti novità per le aziende che operano nelle Free Zone, con due decisioni ministeriali pubblicate il 3 settembre 2025. Le modifiche puntano ad ampliare le attività ammesse al regime agevolato dello 0% di imposta societaria e a chiarire i criteri di applicazione.

Attività qualificate e commodities ammesse

Con la Decisione Ministeriale n. 229 del 2025 viene ridefinito l’elenco delle Qualifying Activities.

Ora il trading di Qualifying Commodities non richiede più che le merci siano grezze. Tra le categorie incluse figurano metalli, minerali, prodotti chimici industriali, prodotti agricoli, energia e sottoprodotti. Per la prima volta entrano anche le environmental commodities, come i crediti di carbonio, segnale dell’attenzione agli standard di sostenibilità.

Prezzi di riferimento e criteri di mercato

Per beneficiare dell’aliquota agevolata, le attività su commodities devono basarsi su un prezzo quotato da borse riconosciute o da Price Reporting Agencies. I criteri sono stati chiariti con la Decisione Ministeriale n. 230 del 2025, che specifica gli enti validi.

Attività finanziarie e distribuzione

Le novità non si limitano alle merci. Sono incluse anche attività di finanza correlata – come factoring, export receivable financing, project finance e finanza islamica – purché non rappresentino più del 51% dei ricavi da logistica o magazzinaggio.

È stato chiarito inoltre che la distribuzione di beni verso enti di pubblica utilità rientra tra le attività ammesse senza perdere il beneficio fiscale, se entro certe soglie quantitative.

Tesoreria e finanziamenti interni

Un’altra modifica rilevante riguarda i servizi finanziari interni: le aziende Free Zone possono ora includere attività di tesoreria e finanziamenti “per conto proprio” o verso parti correlate come attività agevolate.

Requisiti di conformità

Per mantenere l’aliquota allo 0%, le imprese devono:

  • presentare bilanci certificati (audited financial statements),
  • rispettare il limite del “de minimis” sulle attività escluse,
  • garantire piena conformità con le nuove regole.

In caso di violazioni, il rischio è la perdita retroattiva dello status agevolato dall’inizio del periodo fiscale.

Un quadro più chiaro per le imprese

Le nuove decisioni ministeriali rendono il regime fiscale delle Free Zone più ampio e trasparente. Le aziende sono chiamate a verificare se le loro attività rientrano nei nuovi criteri, aggiornare la propria struttura fiscale e garantire documentazione e processi in linea con le nuove regole.


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