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Novità in tema di fatturazione elettronica e residenza fiscale degli expat

Tra l’esigenza di adeguarsi ai sistemi fiscali di altri Paesi e quella di rispondere all’attuale contesto geopolitico, il sistema fiscale degli Emirati Arabi Uniti è interessato, in questi tempi, da due sviluppi distinti per natura e finalità, ma entrambi rilevanti per operatori e contribuenti internazionali.

Da un lato, si registra l’avvio operativo della riforma sulla fatturazione elettronica, destinata a incidere in modo strutturale sull’architettura dei controlli fiscali. Dall’altro, emergono segnali di flessibilità nell’applicazione delle regole sulla residenza fiscale delle persone fisiche, in risposta al clima di instabilità creatosi nell’area.

Le due novità non sono tra loro direttamente collegate, ma riflettono direttrici diverse dell’evoluzione del sistema emiratino.

 

La fatturazione elettronica: un intervento strutturale di modernizzazione

Innanzitutto, occorre segnalare come il Ministero delle Finanze abbia avviato la fase operativa del progetto di fatturazione elettronica, pubblicando le guidelines (Version V10 del 23 febbraio 2026) che definiscono architettura, standard e modalità di funzionamento del sistema.

Il modello adottato è di tipo decentralizzato (Continuous Transaction Control and Exchange) e prevede l’emissione di fatture in formato strutturato, escludendo documenti non strutturati come quelli in formato .pdf o immagini. Le fatture saranno trasmesse tramite fornitori tecnologici accreditati e i dati fiscali confluiranno nei sistemi dell’amministrazione per finalità di controllo.

L’infrastruttura si baserà sullo standard internazionale Peppol, già utilizzato in numerosi ordinamenti, in particolare europei, e consentirà un elevato grado di interoperabilità tra operatori.

Dal punto di vista operativo, le imprese saranno chiamate ad adeguare i propri sistemi gestionali, selezionare providers certificati e integrare i nuovi flussi nei processi amministrativi. Il calendario prevede una fase pilota a partire da luglio 2026, seguita da un’estensione progressiva dell’obbligo.

Si tratta di un intervento di natura chiaramente strutturale, che avvicina il sistema emiratino ai modelli di controllo digitale già diffusi in altre giurisdizioni avanzate e che gli operatori italiani già conoscono in maniera più che approfondita.

 

Un approccio più flessibile sulla residenza fiscale degli expat in risposta all’attuale contesto geopolitico

Su un piano diverso, le autorità emiratine stanno valutando un’applicazione più flessibile dei criteri di residenza fiscale per le persone fisiche che hanno lasciato temporaneamente il Paese a causa delle recenti tensioni geopolitiche nella regione.

Il quadro normativo di riferimento resta quello delineato dal Cabinet Decision No. 85 of 2022, che individua i criteri di residenza sulla base, tra l’altro, della presenza fisica nel territorio (183 giorni, o 90 giorni in presenza di specifici legami) e del centro degli interessi personali ed economici.

Le indicazioni emergenti non sembrano prefigurare modifiche formali della normativa, ma piuttosto un approccio applicativo più elastico, fondato su una valutazione caso per caso delle situazioni individuali. In particolare, l’obiettivo è evitare che assenze temporanee dovute a circostanze eccezionali possano determinare la perdita dello status di residente fiscale.

Tale impostazione appare coerente con la struttura stessa della normativa vigente, che già attribuisce rilievo a criteri sostanziali, quali il centro degli interessi vitali, accanto al dato meramente quantitativo della presenza fisica.

 

Due interventi, due logiche

Due novità importanti, dunque, che operano su piani distinti, ma che riflettono la grande capacità del sistema emiratino di muoversi con flessibilità tra esigenze di modernizzazione e gestione delle contingenze.

L’introduzione della fatturazione elettronica rappresenta un passaggio sistemico verso una maggiore digitalizzazione e standardizzazione dei processi fiscali. Le aperture in materia di residenza fiscale degli expat rispondono, invece, a esigenze del momento, legate al mantenimento dell’attrattività del Paese in un contesto internazionale complesso.

Per operatori e contribuenti, entrambe richiedono attenzione, o nel senso di adeguamento organizzativo e tecnologico, o sotto il profilo della gestione della posizione fiscale personale in situazioni di mobilità internazionale.

Avv. Giovanni Siciliano

 

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