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Da paradiso fiscale a hub regolamentato, il 2025 è stato l’anno della svolta negli EAU

Gli Emirati Arabi Uniti stanno riscrivendo le regole del loro successo economico abbandonando l’etichetta di “paradiso fiscale” puro per entrare nell’era della “compliance” internazionale. Dopo l’introduzione nel 2023 della Corporate Tax del 9% per le società operanti nella Mainland con utili che superano 375.000 AED (circa 95.000,00 euro), a partire dal 1° gennaio 2025 è stata introdotta un’imposizione minima integrativa del 15% sui profitti generati negli EAU dalle grandi multinazionali con ricavi globali superiori a 750 milioni di euro.

Quest’ultima tassa allinea gli EAU alle iniziative di riforma fiscale globale guidate dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e mira a garantire pratiche fiscali eque in tutte le giurisdizioni. Resta la Free Zone con regole, le società registrate in questa zona continuano a godere di un regime privilegiato con aliquota 0% a patto di rispettare rigorosi requisiti di “sostanza economica”, ovvero avere un’attività reale e non di comodo in loco.

Almeno per ora, gli Emirati ribadiscono l’assenza di un’imposta sul reddito delle persone fisiche, stipendi, dividendi e redditi personali rassicurando così la vasta comunità di residenti e investitori. L’IVA al 5% che è stata introdotta nel 2018 si è consolidata, mentre rimangono specifiche tasse su tabacco, alcol e in alcuni casi nel settore alberghiero.

Secondo un rapporto di S&P Global, un aumento dell’iva verso il 10% è previsto nel medio termine in diversi paesi del Golfo al fine di aumentare significativamente le entrate pubbliche; tuttavia, le autorità emiratine hanno più volte ribadito che non è previsto alcun aumento imminente, sottolineando anche qualche anno fa che l’IVA non dovrebbe cambiare nei prossimi cinque anni.

Il nuovo quadro fiscale emiratino richiede per le imprese italiane una pianificazione strategica avanzata; la distinzione tra Mainland e Free Zone diventa cruciale, sebbene il 9% sia comunque tra le aliquote più basse al mondo, la “compliance” è ora fondamentale per evitare la doppia imposizione, considerando l’attivo trattato bilaterale tra Italia ed EAU.

In conclusione, in questi ultimi anni gli Emirati Arabi Uniti stanno evolvendo verso un sistema fiscale più trasparente e allineato agli standard globali, cercando di bilanciare la necessità di entrate statali con il mantenimento del proprio ruolo di hub internazionale d’eccellenza.

AVVOCATO MARA BESANA

 

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