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Dalla conciliazione all’azione giudiziale: foro competente e clausole contrattuali negli Emirati Arabi Uniti

Esaurita la fase di conciliazione stragiudiziale, il creditore che non abbia ottenuto l’adempimento è chiamato a compiere una scelta decisiva: avviare l’azione giudiziale.
Il passaggio non è automatico né meramente formale. Prima ancora di introdurre il giudizio, infatti, occorre verificare due elementi centrali: la giurisdizione competente e le clausole contrattuali relative alla risoluzione delle controversie.


Giurisdizione e competenza nel sistema emiratino

Il sistema giudiziario degli Emirati Arabi Uniti è strutturato su base federale e prevede tribunali di primo grado, corti d’appello e una Corte Suprema Federale. La disciplina processuale è oggi regolata dal Federal Decree-Law No. 42 of 2022 on Civil Procedures, che ha riformato il precedente impianto normativo. In linea generale, la giurisdizione dei tribunali emiratini può fondarsi sulla sede del convenuto, sul luogo di esecuzione dell’obbligazione o su altri criteri previsti dalla legge processuale. Tuttavia, nei rapporti commerciali internazionali, la questione non si esaurisce in un semplice criterio territoriale.

Accanto ai tribunali ordinari (mainland courts), operanti in lingua araba e disciplinati dal diritto civile federale, esistono giurisdizioni speciali nelle free zone, come il Dubai International Financial Centre (DIFC) e l’Abu Dhabi Global Market (ADGM), che applicano regolamenti autonomi e operano prevalentemente in lingua inglese. L’accesso a tali giurisdizioni è generalmente subordinato a una clausola contrattuale espressa o al consenso delle parti.

La scelta del giudice competente incide in modo significativo su tempi, lingua del procedimento, modalità di assunzione della prova e strategia processuale complessiva.


Clausola di scelta del foro e arbitrato

Per prevenire incertezze, i contratti internazionali includono spesso una clausola di scelta del foro competente, mediante la quale le parti individuano preventivamente l’autorità giudiziaria deputata a dirimere eventuali controversie.
Una clausola chiara e ben formulata riduce il rischio di contestazioni preliminari sulla giurisdizione e consente di pianificare con maggiore certezza l’eventuale contenzioso. In mancanza di tale previsione, la determinazione del foro può diventare oggetto di eccezioni e ritardi procedurali.

Accanto alla scelta del foro giudiziario, assume rilievo la previsione di una clausola arbitrale. L’arbitrato negli Emirati Arabi Uniti è disciplinato dal Federal Law No. 6 of 2018 on Arbitration, ispirato alla UNCITRAL Model Law.
Gli Emirati Arabi Uniti sono inoltre parte della Convenzione di New York del 1958, che garantisce il riconoscimento e l’esecuzione dei lodi arbitrali internazionali. La clausola arbitrale, quindi,
consente alle parti di determinare la sede dell’arbitrato, la lingua e la legge applicabile, offrendo uno strumento di risoluzione delle controversie spesso più flessibile rispetto al giudizio ordinario.


Il quadro normativo e la cornice costituzionale

Le considerazioni svolte in tema di foro competente e clausole arbitrali conducono a un’ulteriore riflessione: la scelta dell’autorità chiamata a decidere non è mai neutra, ma si inserisce in un sistema normativo ben definito.
Il diritto civile degli Emirati Arabi Uniti trova il proprio fondamento nel Federal Law No. 5 of 1985 (UAE Civil Code), che disciplina le obbligazioni contrattuali e i principi generali applicabili ai rapporti tra le parti. Disposizioni come l’art. 246, che impone l’esecuzione del contratto secondo buona fede, assumono rilievo centrale nella valutazione delle condotte delle parti e nella verifica della correttezza delle clausole pattuite.

In questo contesto normativo si colloca anche il dato costituzionale: la Costituzione federale individua nella Shari’a una fonte principale della legislazione. Tale richiamo non implica che ogni controversia commerciale sia regolata direttamente da norme religiose, ma segnala la presenza di una matrice giuridica che può influire sull’interpretazione delle disposizioni civilistiche e sull’equilibrio complessivo del rapporto contrattuale.

Ne deriva che la scelta del foro competente o dell’arbitrato non determina soltanto quale giudice sarà chiamato a decidere, ma anche il contesto normativo e interpretativo entro il quale verranno valutati la validità del contratto, l’adempimento delle obbligazioni e la conformità delle clausole ai principi generali dell’ordinamento emiratino.


La decisione strategica prima dell’azione

Solo dopo aver verificato la giurisdizione competente e analizzato le clausole contrattuali è possibile procedere con l’avvio dell’azione giudiziale vera e propria.
Il passaggio dalla conciliazione al giudizio rappresenta, quindi, una scelta strategica che richiede una valutazione attenta del quadro normativo, della documentazione contrattuale e delle possibili eccezioni preliminari.

Avv. Giovanni Siciliano

 

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