Ajman Bank rafforza il capitale con un Sukuk da 300 milioni di dollari: cresce il ruolo di Dubai nella finanza islamica
Il mercato dei capitali degli Emirati Arabi Uniti continua a consolidare la propria posizione tra i principali hub mondiali della finanza islamica. L’ultima conferma arriva dalla quotazione sul Nasdaq Dubai del primo Sukuk perpetuo Additional Tier 1 (AT1) emesso da Ajman Bank per un valore di 300 milioni di dollari, un’operazione che rafforza il patrimonio della banca e conferma il crescente interesse degli investitori internazionali verso gli strumenti finanziari conformi ai principi della Sharia.
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L’emissione rappresenta un passaggio strategico per l’istituto emiratino, che prosegue il percorso di diversificazione delle proprie fonti di raccolta dopo il successo del primo Sukuk senior collocato nel 2025. L’operazione ha registrato una domanda superiore all’offerta, con richieste che hanno superato i 500 milioni di dollari, evidenziando una significativa fiducia del mercato nella solidità finanziaria della banca e, più in generale, nel sistema bancario degli Emirati Arabi Uniti.
Il titolo è stato strutturato secondo il modello Mudaraba, una delle principali forme di finanza islamica, con una durata perpetua e una prima opzione di rimborso dopo cinque anni e mezzo (Non-Call 5.5), offrendo un rendimento del 6,50%. Si tratta di uno strumento destinato principalmente agli investitori istituzionali e concepito per rafforzare il patrimonio regolamentare delle banche, contribuendo al rispetto dei requisiti prudenziali previsti dagli standard internazionali di vigilanza bancaria.
Che cos’è un Sukuk Additional Tier 1 e perché è importante
A differenza delle obbligazioni tradizionali, i Sukuk non prevedono il pagamento di interessi, incompatibile con i principi della finanza islamica. Gli investitori partecipano invece ai rendimenti generati da un’attività economica o da una struttura finanziaria conforme alla Sharia, condividendone benefici e rischi secondo modelli contrattuali specifici.
Nel caso degli strumenti Additional Tier 1, il loro obiettivo principale non è finanziare nuovi investimenti, bensì rafforzare il capitale della banca. Questi strumenti rientrano infatti tra le componenti del patrimonio di vigilanza richiesto dalle autorità di regolamentazione per garantire la solidità degli istituti di credito anche in scenari di mercato particolarmente complessi.
La natura perpetua dell’emissione significa che non esiste una scadenza obbligatoria per il rimborso del capitale. L’emittente mantiene tuttavia la facoltà di procedere al rimborso anticipato dopo un determinato periodo, nel caso specifico dopo cinque anni e mezzo, qualora le condizioni di mercato e regolamentari lo consentano.
L’utilizzo di questa tipologia di strumenti è sempre più diffuso tra le principali banche del Golfo, che ricorrono ai mercati internazionali dei capitali per sostenere la crescita del credito, accompagnare l’espansione economica della regione e mantenere elevati livelli di patrimonializzazione.
Dubai consolida la leadership nella finanza islamica
La quotazione del Sukuk di Ajman Bank conferma il ruolo sempre più centrale di Nasdaq Dubai come piattaforma internazionale per gli strumenti di finanza islamica. Negli ultimi anni il listino dell’emirato ha registrato una crescita costante del numero di Sukuk quotati, attirando emittenti sovrani, istituzioni finanziarie e grandi gruppi industriali provenienti non solo dal Medio Oriente, ma anche da Asia, Africa ed Europa.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno investito in modo significativo nello sviluppo del proprio mercato finanziario, favorendo un quadro normativo competitivo, infrastrutture moderne e procedure efficienti in grado di attrarre capitali internazionali. La presenza di un ecosistema finanziario evoluto rappresenta oggi uno dei principali elementi di forza della strategia economica nazionale, che punta a consolidare Dubai come uno dei principali centri mondiali per la finanza islamica accanto ad altre importanti piazze finanziarie internazionali.
Anche la distribuzione geografica dell’emissione conferma questa attrattività. La maggior parte dei titoli è stata sottoscritta da investitori dell’area Medio Oriente e Nord Africa, mentre una quota significativa è stata acquistata da operatori istituzionali con sede nel Regno Unito, nel resto d’Europa e in Asia. Questo dimostra come gli strumenti finanziari conformi alla Sharia siano ormai considerati un’opportunità di investimento anche da parte di investitori internazionali non appartenenti ai mercati islamici.
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