Environmental Compliance e Due Diligence in operazioni transfrontaliere di M&A: una prospettiva globale
Nel contesto delle operazioni di fusione e acquisizioni (M&A) a carattere transfrontaliero, in particolare per gli investimenti dagli Emirati Arabi Uniti verso l’Italia, ma anche viceversa, la valutazione degli aspetti ambientali, sociali e di governance (anche in un’ottica ESG) ha assunto un’importanza strategica. Quella che un tempo era considerata una mera formalità burocratica o un centro di costo, oggi è un fattore determinante che influenza la valutazione di un’azienda, la struttura della negoziazione e la gestione del rischio. L’evoluzione della normativa ambientale e la crescente attenzione degli investitori rendono indispensabile un’analisi approfondita delle esposizioni ambientali prima di finalizzare qualsiasi acquisizione.
In questo scenario, la due diligence ambientale (Environmental Due Diligence – EDD), e più in generale la ESG due diligence, non è più solo uno strumento di mitigazione, ma un pilastro fondamentale per la creazione di valore a lungo termine.
L’approccio europeo: un quadro normativo complesso.
L’Unione Europea ha stabilito un quadro normativo ambientale tra i più rigorosi al mondo, che un investitore proveniente dagli Emirati Arabi Uniti deve conoscere per operare con successo nel mercato italiano. Il principio fondamentale è quello del “chi inquina paga”: l’impresa che causa un danno ambientale è tenuta a sostenerne i costi di ripristino. Le autorità nazionali hanno il compito di individuare il responsabile e di dimostrare il nesso di causalità tra la sua attività e l’inquinamento, con conseguenze economiche che possono essere significative.
Oltre a questo principio consolidato, recenti sviluppi normativi stanno ampliando la portata della responsabilità delle imprese. Le nuove regole richiedono alle grandi aziende di estendere il loro sguardo oltre i propri confini operativi, implementando processi di due diligence per identificare, prevenire e mitigare gli impatti negativi sull’ambiente lungo l’intera catena del valore, che include fornitori e altri partner commerciali. Per un acquirente emiratino che investe in un’azienda italiana soggetta a tali obblighi, questo significa che la valutazione del rischio non può limitarsi all’analisi della sola società target, ma deve comprendere, con diversi gradi di approfondimento, anche la sua rete di partner commerciali a livello globale.
Al contempo, la lotta al “greenwashing” – la pratica di promuovere una sostenibilità solo di facciata – si è fatta più intensa. È ormai vietato l’uso di affermazioni ambientali generiche come “eco-friendly” o “green” se non supportate da prove chiare, oggettive e verificabili, esponendo le aziende a rischi reputazionali, legali e sanzionatori.
La Due Diligence ambientale come strumento strategico.
Per un investitore che valuta un’acquisizione all’estero, la sfida principale consiste nel comprendere e prezzare correttamente la conformità a questo complesso regime normativo. La due diligence ambientale (EDD) è lo strumento cruciale per navigare questa complessità. Un’efficace EDD non si limita a un controllo documentale; deve includere, a seconda dei casi, analisi tecniche sui siti produttivi per verificare la presenza di contaminazioni storiche, una revisione completa delle autorizzazioni ambientali, la valutazione dei procedimenti in corso e la stima delle passività potenziali, anche se non ancora iscritte a bilancio.
I risultati di questa indagine hanno un impatto diretto sulla negoziazione. Le criticità emerse possono orientare l’acquirente verso un’acquisizione di specifici asset (asset deal) piuttosto che dell’intera società (share deal), per isolare le passività ambientali. Più spesso, i risultati della EDD forniscono la base per negoziare una riduzione del prezzo d’acquisto, meccanismi di aggiustamento post-closing, la costituzione di fondi a garanzia (escrow) o, soprattutto, specifiche clausole di indennizzo nel contratto di acquisizione.
Allocazione contrattuale del rischio e tutela dell’investimento.
Il contratto di acquisizione è il documento chiave per gestire e allocare i rischi ambientali identificati. Gli strumenti principali a disposizione sono:
- Dichiarazioni e Garanzie (Representations and Warranties): Il venditore fornisce garanzie formali sulla conformità ambientale della società. La violazione di queste garanzie, per esempio per aver omesso un rischio di bonifica prevedibile, obbliga il venditore a indennizzare l’acquirente.
- Clausole di Indennizzo Specifiche: Per i rischi già noti e identificati durante la due diligence, le parti negoziano obblighi di indennizzo specifici, definendo con precisione l’ammontare massimo (cap) e minimo (basket) dell’esposizione finanziaria.
- Limiti Temporali (Survival Period): È cruciale definire il periodo di tempo entro cui l’acquirente può far valere le garanzie. La giurisprudenza riconosce la validità di questi termini, anche se brevi, se l’acquirente, venuto a conoscenza di un rischio potenziale, non si attiva con diligenza.
- Coperture Assicurative (W&I Insurance): Sempre più diffuse, queste polizze trasferiscono a una compagnia assicurativa il rischio finanziario derivante dalla violazione delle garanzie, incluse quelle ambientali, offrendo una “via d’uscita pulita” al venditore e una solida protezione all’acquirente.
È infine fondamentale sottolineare la responsabilità diretta degli amministratori, ai quali la legge richiede di agire in modo informato. Approvare un’acquisizione senza aver disposto un’adeguata due diligence ambientale può esporre l’azienda a perdite e gli amministratori stessi a possibili azioni di responsabilità. Una EDD ben documentata diventa, quindi, anche uno scudo per dimostrare la correttezza del processo decisionale.
Conclusioni
Nel mercato globale odierno, la compliance ambientale è un elemento centrale e imprescindibile delle operazioni di M&A. Le passività ambientali, siano esse legate a contaminazioni storiche o a nuove normative sulla sostenibilità, possono erodere significativamente il valore di un’operazione e generare responsabilità complesse e durature.
Per l’investitore una due diligence ambientale approfondita non è solo un costo necessario, ma una condizione imprescindibile per una corretta gestione del rischio e per il successo dell’investimento. L’individuazione preventiva delle criticità, unita a un’abile negoziazione di adeguate garanzie contrattuali, consente non solo di proteggere l’investimento, ma anche di trasformare una potenziale minaccia in un’opportunità strategica, assicurando la creazione di valore sostenibile a lungo termine.
AVV. SIMON DE ZORDO – LOYCE LEGAL
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