Bahrein torna sui mercati con sukuk e bond da 2,1 miliardi: segnale chiave per il debito sovrano del Golfo
Il Regno del Bahrein ha collocato sul mercato internazionale una nuova emissione di debito per circa 2,1 miliardi di dollari, suddivisa tra sukuk a 8 anni per 800 milioni di dollari e obbligazioni convenzionali a 12 anni per 1,3 miliardi di dollari, entrambe destinate alla quotazione alla Borsa di Londra. L’operazione segna uno dei principali ritorni del Paese sui mercati internazionali dei capitali nel 2026 e fornisce un’indicazione rilevante sulla percezione del rischio sovrano e sulla domanda degli investitori per il debito sovrano del Golfo.
Secondo le informazioni diffuse dagli operatori di mercato, i titoli si sono prezzati in prossimità della curva esistente del Bahrein. I rendimenti riflettono il profilo di credito del Paese e il contesto globale dei tassi di interesse. Le indicazioni iniziali si collocano intorno al 6,6% per il sukuk a 8 anni e al 7,5% per il bond a 12 anni. Questi livelli confermano l’accesso continuo del Bahrein ai mercati internazionali e il premio richiesto dagli investitori per il rischio sovrano.
L’emissione utilizza il formato RegS/144A, che consente l’accesso sia a investitori internazionali sia a operatori istituzionali statunitensi. Tra le principali banche coinvolte figurano grandi gruppi internazionali e regionali. Questo conferma l’interesse del mercato per il debito sovrano del Golfo, anche in un contesto di maggiore selettività.
Il ricorso congiunto a sukuk e obbligazioni convenzionali riflette una strategia ormai consolidata nei Paesi del Golfo. Questa impostazione amplia la base di investitori combinando finanza islamica e mercati obbligazionari tradizionali. Per il Bahrein, il segmento dei sukuk resta particolarmente rilevante, anche grazie a un ecosistema finanziario islamico sviluppato e a una domanda stabile da parte di investitori sharia-compliant.
L’operazione arriva mentre il Bahrein continua a lavorare sul consolidamento fiscale. Il Paese beneficia anche di programmi di supporto regionale e di un contesto energetico che ha migliorato le entrate rispetto agli anni più critici. Le agenzie di rating mantengono il Paese in area high yield, ma riconoscono progressi nella gestione del debito e nella stabilizzazione delle finanze pubbliche. Questi fattori influenzano direttamente il costo di finanziamento.
Il doppio collocamento rappresenta un test significativo per l’accesso del Bahrein ai mercati nel 2026. La risposta degli investitori conferma che, pur in un contesto di tassi elevati, il debito sovrano del Golfo continua ad attrarre capitali. L’operazione offre al Bahrein uno strumento chiave per finanziare il bilancio e gestire il profilo delle scadenze nei prossimi anni.
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