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IL GUSTO DEL FUTURO: DUBAI BLINDA I BREVETTI SULLA CARNE COLTIVATA – Avvocato Carmine Coviello

DUBAI – Non chiamatela “carne finta”. Nei ristoranti di Al Quoz, la carne coltivata in laboratorio è già una realtà d’eccellenza. Ma la vera guerra commerciale si combatte nei laboratori di ricerca, dove le aziende stanno depositando brevetti per proteggere non solo il prodotto, ma l’intera esperienza sensoriale del cibo creato in provetta. Dai laboratori alla tavola: l’Emirato lancia il primo registro per i “Brevetti Gastronomici Molecolari”. Se una bistecca nasce in un bioreattore, a chi appartiene il sapore

 

Il Brevetto della “Tessitura Muscolare”

La sfida principale del cibo coltivato è la consistenza. Una startup del Dubai Science Park ha recentemente ottenuto un brevetto per un “Metodo di Impalcatura commestibile per la strutturazione cellulare”. Si tratta di una struttura microscopica a base di cellulosa e proteine vegetali che permette alle cellule di carne di crescere con la stessa orientazione delle fibre di una bistecca tradizionale. Questo è un Brevetto d’Invenzione Industriale. Chiunque voglia produrre carne con quella specifica “masticabilità” dovrà pagare delle royalty all’azienda di Dubai.

 

Marchi Olfattivi e “Signature Flavors”

A Dubai, il sapore può essere un marchio registrato. Se un’azienda riesce a creare un profilo aromatico unico (ad esempio, un grasso vegetale che sprigiona lo stesso profumo del wagyu quando grigliato), può registrarlo come Marchio Olfattivo. Questo impedisce ai competitor di “clonare” l’odore distintivo di un prodotto, garantendo che l’esperienza sensoriale rimanga un’esclusiva del marchio originale.

La Carne “Halal-Digital”: Una Nuova Frontiera Legale

Dubai ha stabilito gli standard mondiali per la Carne Coltivata Halal. Poiché il processo avviene in laboratorio, l’autorità per gli affari religiosi e l’ufficio brevetti hanno lavorato insieme per certificare i metodi di estrazione delle cellule staminali. IP e Religione, Il brevetto del processo include ora una “clausola di conformità” che garantisce che ogni cellula derivi da fonti lecite, rendendo i brevetti di Dubai i più ambiti nel mercato islamico globale (che vale miliardi di dollari). “Stiamo scrivendo il ricettario del prossimo secolo, e ogni ricetta è protetta da una chiave crittografica”, commenta uno chef-biotecnologo di Dubai South.

Il Sistema Unificato “Halal-Patent Single-Point”

Una delle barriere storiche per la carne coltivata era la complessità burocratica. Nel 2026, Dubai (e Abu Dhabi) hanno consolidato i processi. Esiste ora un sistema centralizzato che gestisce contemporaneamente la registrazione del brevetto, la certificazione Halal e i permessi di importazione/produzione. Mentre in altre nazioni l’approvazione di “Novel Foods” può richiedere anni, Dubai garantisce una risposta definitiva in meno di 9 mesi per i prodotti che dimostrano benefici per la sicurezza alimentare locale. Il brevetto non copre solo la tecnologia, ma include la prova scientifica che il “mezzo di coltura” sia privo di najis (sostanze impure), rendendo il titolo di proprietà intellettuale emiratino lo standard più elevato per l’intero mondo islamico.

Rivestimenti Edibili e Logistica Intelligente

Non tutto il cibo del futuro nasce in laboratorio; molto riguarda come conservare quello che già abbiamo.

  • Brevetti sui “Natural Coatings”: Startup premiate nel FoodTech Challenge 2026 hanno blindato tecnologie di rivestimento invisibile ed edibile che rallentano la maturazione e la perdita di umidità.
  • Funzione Strategica: Per un hub logistico come Dubai, possedere questi brevetti significa ridurre gli sprechi alimentari del 30-50% nelle catene di approvvigionamento che collegano l’Asia e l’Africa all’Europa.

Precision Fermentation e Proteine “Aeree”

La nuova frontiera dei brevetti 2026 a Dubai riguarda la fermentazione di precisione. Aziende insediate nella nuova Agri-Tech Zone stanno brevettando processi per trasformare la CO2 catturata dall’aria in proteine commestibili tramite microbi specializzati. Protezione del Micro-Organismo, in questo caso, il brevetto protegge il DNA ingegnerizzato del microbo (il “lievito” proprietario), che funge da vera e propria “fabbrica biologica”. Dubai offre una protezione ferrea su questi asset biotecnologici, attirando ricercatori che temono lo spionaggio industriale in altri mercati. Con l’iniziativa Gulfood Startups, Dubai non si limita a ospitare aziende, ma agisce come un incubatore di proprietà intellettuale. Le startup vincitrici ricevono parte del premio di 2 milioni di USD non solo per produrre cibo, ma per “raffinare” le proprie tecnologie localmente e poi esportare i brevetti in tutto il Sud del mondo.

 

Consigli utili

È consigliabile affidarsi a un professionista esperto in materia di proprietà intellettuale per garantire la salvaguardia dei propri interessi. Lo Studio Legale Coviello, ha adottato un protocollo di tutela che favorisce l’espansione internazionale delle aziende nei mercati degli EAU. Il percorso proposto dai nostri consulenti rappresenta la migliore soluzione per tutelare la vostra azienda nel settore della Proprietà Intellettuale, sviluppare il vostro marchio ed espandere il vostro business in questi territori.

 

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IL GUSTO DEL FUTURO: DUBAI BLINDA I BREVETTI SULLA CARNE COLTIVATA – Avvocato Carmine Coviello

 

 

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