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Qatar, l’intelligenza artificiale entra nella finanza islamica: accordo per automatizzare la verifica della conformità alla Sharia

Il Qatar compie un nuovo passo nella digitalizzazione della finanza islamica. La Direzione Generale degli Awqaf (Endowment Authority) del Ministero degli Affari Religiosi e degli Affari Islamici ha siglato un memorandum d’intesa con Wahed MENA, società internazionale specializzata in fintech islamica, per sviluppare una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale dedicata alla verifica della conformità degli investimenti ai principi della Sharia.

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L’iniziativa punta a realizzare un sistema intelligente in grado di analizzare le società quotate alla Qatar Stock Exchange (QSE) e stabilire se le loro attività e i loro parametri finanziari rispettino i criteri previsti dalla finanza islamica. Il progetto rappresenta una delle prime applicazioni istituzionali dell’intelligenza artificiale nel settore degli awqaf, ovvero i patrimoni destinati in modo permanente a finalità religiose, sociali e benefiche, amministrati dallo Stato.

L’accordo si inserisce nella strategia del Qatar di accelerare la trasformazione digitale del settore pubblico e finanziario, in linea con la Qatar National Vision 2030 e con il piano strategico 2025-2030 del Ministero degli Awqaf, che individua nell’intelligenza artificiale uno degli strumenti chiave per migliorare l’efficienza amministrativa, la trasparenza e la qualità delle decisioni.

Cos’è lo screening Sharia e perché è importante

Per comprendere il valore dell’iniziativa è necessario capire come funziona la finanza islamica. A differenza della finanza tradizionale, gli investimenti devono rispettare una serie di principi religiosi che vietano, ad esempio, l’interesse (riba), la speculazione eccessiva e gli investimenti in attività considerate non conformi, come alcol, gioco d’azzardo, tabacco o determinati servizi finanziari.

Per questo motivo, prima di investire in una società quotata, è necessario effettuare un’attenta analisi di conformità (Sharia screening). Tale verifica non riguarda soltanto il settore in cui opera l’azienda, ma anche numerosi indicatori finanziari, tra cui il livello di indebitamento, la liquidità, la composizione dei ricavi e altre variabili che devono rispettare specifici parametri definiti dagli studiosi della finanza islamica.

Si tratta di un processo complesso, che richiede l’analisi di grandi quantità di dati finanziari e documentali. L’obiettivo della nuova piattaforma è proprio automatizzare gran parte di queste attività, rendendole più rapide, coerenti e facilmente aggiornabili.

Come funzionerà la nuova piattaforma

Secondo le informazioni diffuse dai partner del progetto, la piattaforma integrerà diverse tecnologie avanzate.

L’intelligenza artificiale verrà utilizzata per analizzare automaticamente le società quotate, mentre algoritmi di Natural Language Processing (NLP) saranno in grado di leggere e interpretare documenti finanziari e informazioni societarie sia in lingua araba sia in inglese.

Il sistema includerà inoltre strumenti per l’analisi dei principali indicatori economico-finanziari, il monitoraggio storico della conformità Sharia delle aziende, il controllo dei dividendi distribuiti, analisi basate sul livello di rischio e un assistente virtuale destinato agli operatori interni, capace di supportare le attività di verifica e classificazione degli investimenti.

In pratica, gli specialisti continueranno a mantenere la supervisione delle decisioni, ma potranno contare su strumenti digitali capaci di elaborare grandi volumi di dati in tempi molto più rapidi rispetto ai processi tradizionali.

Una nuova frontiera per la finanza islamica

L’iniziativa riflette un’evoluzione che sta interessando l’intero settore della Islamic Finance, un mercato che a livello globale gestisce patrimoni per migliaia di miliardi di dollari e che sta investendo sempre più nelle tecnologie digitali.

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale non modifica i principi della finanza islamica, ma permette di applicarli in maniera più efficiente, migliorando la qualità delle analisi e riducendo il rischio di errori operativi. Per gli enti che amministrano patrimoni destinati a finalità sociali e benefiche, come gli awqaf, questo significa poter prendere decisioni d’investimento più rapide, documentate e trasparenti

 

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